Lago Pirola & Torrione Porro

LAGO PIROLA

Dislivello: 700 metri

Durata: 2.30

Periodo: da giugno a ottobre

Difficoltà: nessuna

Punto di partenza: ponte sul torrente Mallero a Chiareggio

 

Informazioni sul lago

La profondità delle acque lascia molti dubbi sulla effettiva origine geologica. Nonostante l’ampio anfiteatro morenico dimostri una chiara modellazione da escavazione glaciale del bacino, la netta frattura sommersa fa supporre l’esistenza di una possibile spaccatura della superficie terrestre. Questa tesi è avvalorata dalla forma allungata e dalla notevole profondità dell’invaso. Le tonalità rosso brune delle rocce serpentinose sulle sponde, contrastano in modo spettacolare con il colore intensamente verde-bluastro delle acque.

Itinerario e informazioni naturalistiche

Evidente mulattiera fino al bivio per il lago, quindi segnavia rosso.

Dopo il secondo tornante (45 min+250m) si abbandona la strada per imboccare il sentiero che in breve immette sul percorso proveniente dall’Alpe Ventina (55 min+300 m). Svoltato a sinistra, si aggira il costone boscoso che porta all’Alpe Pirola da cui già si intravede il bastione che contiene il lago (1h30 min +500 m). Puntando verso un vecchio edificio abbandonato, si risale il pendio raggiungendo la diga (2h+650m) e il lago.

Già durante la salita lo spettacolo sui ghiacciai della valle stupisce per la maestosità. Una volta al lago, seguire il sentiero a sinistra che permette di aggirare il bacino, portandosi sopra la sponda opposta e raggiungendo il colle a quota 2500 metri. Dal valico si può salire alla cima del Torione Porro, visibilissima da dove è posto il cartello indicatore e raggiungibile in circa 30 minuti. Alternativamente si può scendere direttamente alla piana dell’Alpe Ventina, che ospita il rifugio Gerli-Porro. Il percorso richiede attenzione nel tratto sulla colma, dove il sentiero scavalca un gruppo di massi per poi scendere in un bosco di pini mughi (particolari per il contrasto delle forme contorte dei tronchi)

Lungo la discesa attraverseremo un piccolo altopiano a quota 2130 m punteggiato da grossi larici dall’aspetto malandato e molti tronchi, ormai anneriti dagli anni, a terra. Questa è una zona molto particolare perché molti degli alberi che ci circondano sono ultra centenari e alcuni hanno superato il millennio. Recentemente infatti è stato identificato un esemplare di larice millenario.